Presentazione

• Quale essere raggiunge la maggiore velocità senza avvalersi di mezzi artificiali?
• Quale animale, dopo il cane, vanta la più lunga storia di collaborazione con l’uomo?
• Quale volatile sfoggia la più imponente apertura alare?
• Quale essere possiede la vista più acuta?
• Quale volatile possiede l’udito più fino? …e quale possiede l’olfatto più sensibile?
• Quale simbolo è stato maggiormente rappresentato su totem e blasoni a fregio di nobiltà e sacralità

Nel rispondere ad ogni una di queste domande fa sempre capolino un rappresentante della grande ed
ammaliante famiglia dei rapaci.
Aquile, falchi, gufi e avvoltoi incarnano da sempre icone enigmatiche di molte mitologie e leggende, eppure, nel folclore comune, poco si tramanda della loro reale bellezza.
Molte delle cose che si dicono sul conto dei rapaci, troppo spesso grottesche o ambigue, sono frutto di pura fantasia stratificata e cementatasi nel tempo; d’altro canto, però, molte altre, poco note, raccontano la magnificenza di creature straordinarie al punto che, in alcuni casi, la realtà “vola” oltre la fantasia …pur senza lambire nulla di grottesco o di ambiguo.
Al principio può disorientare…
…magari può suscitare imbarazzo…
…scoprire quanto siano belli e magnetici i rapaci “visti da vicino”!
I falconieri di “Stirpe Rapace” si propongono nelle vesti di anfitrioni d’eccellenza attraverso un’esperienza unica: la scoperta dell’autentico mondo dei Rapaci e dell’antica Arte della Falconeria.
Un incontro didattico estremamente istruttivo; per mezzo della disciplina della falconeria diviene possibile la totale immersione nella spettacolarità dei voli; il rapporto di rispetto e complicità tra rapaci e falconieri offre infine l’opportunità di perdersi nello sguardo antico di animali altrimenti estremamente schivi.
Come si dovrebbe definire il rapporto che lega un rapace e un uomo? …è il falconiere ad “avere” un falco, oppure è il falco ad “avere” un falconiere?…
A questo proposito proveremo a “mischiare un po’ le carte in tavola” suggerendo una falconeria rivisitata in un’ottica più ricreativa e meditativa.
Falco e falconiere interagiscono con l’ambiente che li circonda senza intenti venatori, slegati dai ritmi obbligati di una dimostrazione di volo per la didattica o per lo spettacolo; il tempo si ferma e lo spazio sembra trascendere ogni confine; i due compagni di volo perseguono quella particolare armonia di estetica e complicità.
Lo stesso cibo, che il falco riceve dal falconiere durante tale esperienza, assume sempre più i connotati di uno “pseudonimo” giacché la priorità per il falco non sembra essere lo “sfamarsi” quanto l’interagire col falconiere. All’interno di questa dinamica il cibo diventa quasi un espediente, un mezzo comunicativo, tanto che l’interazione diventa possibile anche senza che tra i due ci sia un vero e proprio contatto.
Laddove falco e falconiere coincidono in un’unica entità è come se cielo e terra accorciassero un po’ le distanze.
Il livello successivo consiste nel coinvolgere in questa esperienza coloro i quali desiderino emozionarsi e condividere così l’intimità di una passeggiata in compagnia di creature tanto affascinanti. Per l’occasione il falconiere veste i panni d’interprete personale che assiste il nuovo partner del falco e traduce il volo in poesia.

Per conoscerci meglio leggi anche questo articolo!

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