venerdì 27 maggio 2011

LA FALCONERIA CON I RAPACI DIURNI (F.Boer)

La falconeria tradizionale si avvale di alcune specie di rapaci diurni appositamente addestrati alla cattura di selvaggina e abituati alla presenza del falconiere ed, eventualmente, anche del cane da caccia, con i quali cooperano.

Le due discipline basilari della falconeria sono la caccia di “basso volo” e la caccia di “alto volo”. Nella prima vengono impiegati rapaci accipitridi e la tecnica consiste nel lanciarli all’inseguimento diretto della preda di penna o di pelo, stanata o involata, su terreni di caccia vari, ma soprattutto in zone boschive o arbustive. Gli astori, Accipiter gentilis, sono i prìncipi di questa disciplina, tanto che spesso viene chiamata “astoreria”, ma anche i piccoli sparvieri, Accipiter nisus, o le gigantesche aquile (varie specie), vengono impiegati ormai da secoli e secoli.
Altre specie, di recente introduzione meritano una menzione nel panorama della caccia di “basso volo” e sono principalmente poiane originarie del continente americano, come la poiana codarossa, Buteo jamaicensis, e la poiana ferruginosa, Buteo regalis, ma anche la particolarissima poiana di Harris, Parabuteo unicinctus, che vanta una lista di unicità molto peculiari.
 
Nella caccia di “alto volo” vengono adoperati falconidi soprattutto di grossa taglia; il falco pellegrino, Falco peregrinus, in primis, è il più rappresentativo di questo stile di caccia tipica dei grandi spazi aperti. Il falco viene rilasciato dal pugno del falconiere e, mentre il cane, o il falconiere stesso, cercano la preda da involare (infatti si tratta prevalentemente di selvaggina di penna), il falco prende quota andandosi a posizionare a diverse decine (o addirittura centinaia) di metri d’altezza, in corrispondenza del falconiere, o del cane da caccia. Questo è quello che viene detto “volo a monte”. Al momento dell’involo della preda il falco si getta in una picchiata vertiginosa ad ali quasi chiuse e la colpisce a mezz’aria con un’azione detta “stoccata” lasciandola cadere morta per recuperarla inseguito. Mentre, se il falco, dopo la picchiata, ghermisce la preda in volo e la trattiene tra gli artigli, si dice che ha effettuato una “legata”.
Altre specie tradizionalmente utilizzate nella caccia d’alto volo sono: il lanario, Falco biarmicus, il sacro, Falco cherrug e il girifalco, Falco rusticolus, (considerata la specie più pregiata); queste ultime due sono spesso impiegate in uno stile di caccia alternativo detto “cul levè” che è molto simile al “basso volo”, ma che assume questa dicitura differenziata in quanto praticato da falchi d’alto volo.
Piccoli falchi come lo smeriglio, Falco columbarius, il lodolaio, Falco subbuteo, e il gheppio, Falco tinnunculus, sono agilissimi volatori, storicamente allevati per godere di voli liberi e acrobatiche azioni di caccia su piccole prede.
Altri falconidi sono impiegati sempre più frequentemente nella moderna falconeria d’alto volo, come gli americani aplomado, Falco femoralis, il falco di prateria, Falco mexicanus, e il minuto gheppio americano, Falco sparverius, ma anche l’indiano falco lugger, Falco jugger.

Passate al logoro
Non si può parlare di falchi di “alto volo” senza parlare di “passate al logoro”. Il logoro è un simulacro di preda realizzato in pelle imbottita e collegato ad una corda che il falconiere fa roteare. I falconieri lo usano per allenare i falchi, i quali devono cercare di ghermirlo ripetutamente proiettandosi in piccole picchiate. Il falconiere deve cercare di far arrivare il logoro il più vicino possibile al falco sottraendolo all’ultimo momento, questo viene fatto più volte possibile fino a quando il falco non riesce anche solo a toccarlo e possibilmente prima che il falco decida di trovare un posatoio per recuperare le energie. L’esercizio è molto spettacolare e finisce quando il falco ghermisce il logoro e lo porta a terra per mangiare la carne che vi è assicurata sopra.

Come si è detto, oggi la falconeria ha trovato applicazioni alternative a quella strettamente venatoria e questo ha aperto le porte ad altre specie fino a prima di poco interesse. Il bellissimo nibbio reale, Milvus milvus, per esempio, è un rapace con abitudini alimentari prevalentemente necrofaghe, quindi con scarsissime attitudini predatorie, ma, essendo forse il migliore veleggiatore esistente, è capace di emozionare il pubblico in una dimostrazione di volo.

Invece, la versatilità delle poiane di Harris, Parabuteo unicinctus, unita alla loro prerogativa di volare in gruppi organizzati gerarchicamente, ne fa abili agenti di controllo e di allontanamento di avifauna selvatica in siti al coperto, come capannoni e hangar.

2 commenti:

  1. noooooooo vorrei morire,mi vien da piangere mi spiace tanto

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  2. Non capisco, il commento è riferito a questo articolo "La Falconeria coi rapaci diurni" ?
    Buona giornata,
    Elisa

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